Siti di interesse archeologico nell’Alta Valle del Volturno
Anfiteatro Verlascio
Provincia:Isernia
Comune: Venafro
Bene: Archeologico, storico
Denominazione: Verlascio
Località: Verlascio
Epoca: romano
Fonti:
- Coarelli F. La Regina A., Abbruzzo Molise, Guide Archeologiche Laterza, 1993, pag. 182
- Sito Franco Valente sito
Descrizione: Nella parte esterna alla città, verso la campagna, è situato l’anfiteatro, riconoscibile con assoluta sicurezza in quel complesso che oggi, come da molti secoli, viene comunemente chiamato “Verlascio” o “Virilascio”. Nell’anfiteatro avvenivano i giochi gladiatori, si svolgevano su spazi non necessariamente caratterizzati da impianti stabili. Successivamente, verso gli inizi del I secolo a.C., gli impianti provvisori furono sostituiti con edifici in muratura che, come nel caso di Venafro, venivano sistemati ai limiti della Città, all’esterno, e a diretto contatto con il territorio da cui evidentemente veniva la maggior parte di spettatori. Dal rilievo delle strutture attualmente esistenti, che sono il risultato di una sovrapposizione di corpi di fabbrica medioevali e seicenteschi all’originario impianto romano, si può ricostruire con sufficiente approssimazione non solo la sua forma ma anche la sua dimensione. L’ellisse che costituiva il perimetro esterno aveva il diametro maggiore di circa 110 metri e quello minore di circa 85 metri. L’arena, anch’essa ellittica, doveva avere i diametri rispettivamente di 60 e 35 metri circa. Le gradinate si sviluppano per una superficie complessiva di circa 4.000 metri quadrati con le possibilità di accogliere fino a 15.000 spettatori seduti. La costruzione era impostata staticamente su 68 cunei con volta a botte tronco-conica. Segni dei cunei e delle volte sono ben visibili in più punti delle murature e in particolare sugli attuali accessi alla piazza ove si può ricavare anche l’inclinazione delle gradinate. L’impianto fu certamente usato molto spesso e di sicuro in esso si svolsero importanti giochi all’epoca della malattia di Augusto, come è documentato da una epigrafe che ci fa dedurre la sicurezza della sua esistenza nel I secolo d.C. Per molto tempo l’anfiteatro venafrano rimase abbandonato. Certamente il Verlascio costituì dal medioevo in poi una vera e propria cava di pietre. Una volta perduta la funzione originaria il suo impianto costituì l’occasione per una trasformazione funzionale alla economia rurale collegata alla coltura agraria. Le volte tronco-coniche che sorreggevano le gradinate furono demolite ed i muri di spina divennero la base di nuovi altri muri in maniera da fornire una lunga serie di ambienti a due piani aggregati a schiera ed utilizzati come stalla nella parte bassa e come fienile in quella superiore. Vari elementi attestano la sua esistenza, sostanzialmente nella forma attuale, nel XVII secolo e tra essi vi è una pietra che data una delle stalle nel 1624.