Il territorio

La Media Valle del Volturno

Un luogo suggestivo, decantato fin dall’antichitò, caratterizzato da eventi trasformazioni importanti per tutto il lungo periodo della sua storia

Essenziale per qualsiasi ricerca archeologica il tentativo di mettere in relazione i dati di scavo di singoli complessi archeologici col contesto territoriale al quale, ciascuna delle fasi di trasformazione di un contesto archeologico, si è trovata a entrare in relazione. Si tratta di una operazione essenziale. E questo vale soprattutto per un territorio ricchissimo e complesso come quello della media Valle del Volturno testimone di transiti e trasformazioni protrattesi per un arco cronologico quanto mai esteso.

Il contesto territoriale studiato si trova nella Media valle del Volturno, delimitato a sud dalla catena del Matese e a nord dai monti della Meta. Si tratta di un’area strategica, attraversata dal fiume Volturno, e sappiamo bene che le vie fluviali, navigabili, erano preferite alle strade. Ma anche perchè strade importanti e famose, permisero collegamenti favorevoli a questo territorio: la via Appia era assai vicina e ancora di più la via Latina dalla quale si staccava il tratto di collegamento Ad Flexum-Venafrum per proseguire nel tracciato Venafrum -Campus Sacci- Aesernia, inoltre un collegamento verso Teano era assicurato da un’altra importante arteria, Teanum-Venafrum.
Per poter ragionare sul contesto territoriale di riferimento si è scelto di creare una piattaforma GIS (Geographic Information System), un sistema informativo che permette l’acquisizione, registrazione, analisi, visualizzazione, restituzione, condivisione e presentazione di informazioni derivanti da diversi tipi di dati, inseriti su basi cartografiche.

Come prima cosa, sono state scelte le cartografie di base:

  • la Carta Tecnica Regionale (CTR)
  • la carta geologica
  • le carte dell’Istituto Geografico Militare (IGM)

Si è scelto inoltre il sistema di coordinate di riferimento, Gauss Boaga Roma 40, da utilizzare per l’inserimento nella piattaforma dei dati relativi allo Studio bibliografico, all’analisi delle fotografie aeree dell’IGM e dalla restituzione di eventuali tracce rilevate. Sono state poi convertite nel sistema geografico di riferimento in coordinate WGS 84, per l’inserimento sul web attraverso mappe Google.

Per quanto attiene ai dati bibliografici, l’inserimento sulla piattaforma GIS si è basato, al momento, sull’elenco fornito dalla Soprintendenza che ha aiutato moltissimo mettendo a disposizione numerose fotocopie di volumi di difficile reperimento.

La lettura del territorio: dati bibliografici

I testi hanno restituito informazioni relative all’area in oggetto per periodi compresi fra l’età arcaica e l’età medievale. 

La georeferenziazzione, su GIS, dei dati bibliografici è avvenuta attraverso la graficizzazione di punti, linee e poligoni, a cui è stato abbinato un database, interrogabile, dove sono state trascritte tutte le informazioni necessarie al riconoscimento dei singoli punti sulla mappa.
Il database è stato organizzato secondo una serie di voci utili non solo alla restituzione delle informazioni immediate sul singolo punto, ma anche a esigenze di interrogazione dei dati che via via si presenteranno durante diverse fasi di studio e analisi del territorio, come ad esempio l’estrazione di mappe tematiche o periodizzate. Per ogni punto quindi i campi del database riguardano una serie di voci:

  • l’identificazione: ossia il numero dell’area e la descrizione generale che compare nell pubblicazioni consultate;
  • la localizzazione: Regione, Provincia Comune, località
  • le caratteristiche dei resti archeologici: la funzione (abitativa, produttiva, funeraria ecc.), il periodo (voce generale, come romano, medievale, ecc.), la datazione ( per un inquadramento cronologico generale più preciso) e una serie di campi che riguardano la datazione. Questa operazione ha richiesto vari campi per poter utilizzare dati molto precisi (I secolo a.C., I secolo d.C. ecc.) o generici (etè Repubblicana, Imperiale, ecc.)
  • i riferimenti bibliografici: relativi a ciascun punto mappato.

Ulteriori integrazioni dei dati provenienti da nuovi studi bibliografici, sono possibili  e implementabili in qualsiasi momento.


Bibliografia consultataTorna su

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