Il progetto redatto ha avuto obiettivi differenti, primi fra tutti la revisione e l’approfondimento delle informazioni ricavabili dagli scavi precedenti, così da ottenere il maggior numero di informazioni possibili da quanto ancora in situ e scavato solo parzialmente.
Questa prospettiva ha indotto a procedere su diversi piani e a utilizzare differenti metodologie: dalla realizzazione di una cartografia di base affidabile e completa, compreso il rilievo grafico generale dell’area di scavo a una indagine di dettaglio delle superfici degli strati non ancora scavati (microsurvey) che si presentavano ricche di materiali archeologici, allo studio delle stratigrafie orizzontali e verticali ancora visibili.
Queste attività sono state affiancate dall’apertura di una nuova area da indagare stratigraficamente che poteva servire da riferimento rispetto a quanto emerso negli anni precedenti.
Per quanto riguarda lo scavo si è pensato di creare un “cantiere-scuola” dove studenti o giovani laureati, italiani e stranieri, potessero conoscere una realtà archeologica e territoriale estremamente interessante come questa. In tale prospettiva sono stati accolti 16 studenti e giovani studiosi provenienti da Svizzera, Germania e Regno Unito, oltre che dall’Università di Roma “Tor Vergata”.
Nel corso della giornata di lavoro che ha seguito il canonico orario di cantiere, gli studenti più giovani si sono alternati dedicandosi a diverse attività: dallo scavo manuale, al rilievo strumentale, al lavaggio-siglatura-classificazione dei reperti, a tutte le attività che l’archeologia sul campo richiede.
Il sabato è stato dedicato alla didattica teorica. Sono stati chiamati a tenere seminari su temi diversi, studiosi provenienti da vari Paesi, che hanno portato le loro esperienze sul territorio molisano o sui loro luoghi di provenienza.

Il tempo dedicato alla ricerca sul campo è stato complessivamente limitato rispetto a quanto la complessità della situazione e del contesto avrebbero richiesto; tuttavia alcune suggestioni, riflessioni sui dati possono essere avanzate, a seguito anche di tutte le informazioni relative alle stratigrafie orizzontale e verticali, all’analisi dei reperti mobili e alla sintesi confluita nel diagramma stratigrafico. Allo stesso modo, col procedere dei lavori, si è continuato a pensare alle eventuali possibilità di valorizzazione dei risultati della ricerca che man mano si facevano strada col procedere dei lavori.