Il rilievo
Sono stati scelti dunque 7 punti topografici nuovi sulla base dei quali sono state ri-misurate tutte le strutture emergenti. Un controllo che ha riguardato non soltanto l’ingombro dei muri ma anche tutti i rapporti delle strutture murarie fra di loro così da documentare, anche graficamente, le relazioni stratigrafiche verticali: un’operazione essenziale per stabilire fasi edilizie e trasformazioni del contesto archeologico avvenute nel corso di un lungo arco di tempo. E’ stato anche completato il rilievo delle strutture, già messe in luce, e mai rilevate perché di difficile accesso in quanto coperte da vetri molto bassi oppure collocate nei sotterranei del Casone.

Posizionamento dei 7 punti fissi utili al rilievo.
Sulla base dei nuovi punti topografici si è proceduto, per mezzo di stazione totale, quindi al controllo sistematico del posizionamento di ogni struttura scavata in precedenza e alla redazione
del nuovo rilievo di dettaglio di quanto risultava errato (numerosi gli errori rilevati che, proprio a causa della pluralità di rilevamenti, presentavano oltre 1 metro rispetto al reale).
Un’operazione questa che ha comportato una pulizia accurata, anch’essa non prevista, non solo delle creste di tutte le strutture emergenti, ma anche, in particolar modo, dei punti di congiunzione fra le strutture così da poter controllare, e rilevare graficamente, i rapporti stratigrafici che intercorrevano fra di esse: essenziali per tentare di stabilire fasi edilizie differenti e trasformazioni del contesto archeologico avvenute nel corso del tempo.
Dai 7 punti topografici quindi, si è poi proceduto alla creazione di una base di punti di ancoraggio all’interno del sito archeologico per la realizzazione di overlay di dettaglio (che potevano essere realizzati anche a mano, per mezzo della triangolazione) degli strati che venivano man mano scavati nella nuova area di scavo (settori A e B) e nelle aree scavate in precedenza (settori C, D, E, F,G).
Le strutture visibili nell’atrio di ingresso del Casone, sotto lastre di vetro, e quelle al di sotto del pavimento della cappella di Maria Madre di Dio, non erano rilevabili con la stazione totale pertanto si è proceduto al loro rilievo, utilizzando il metodo della triangolazione a mano. Per agganciare il nuovo disegno al rilievo generale, sono poi stati creati dei punti intermedi, sempre attraverso triangolazione, sul pozzo, al centro dell’atrio di ingresso, che sono stati poi traguardati dall’esterno dell’edificio agganciando ai punti fissi del rilievo generale.
A seguito di tutta la revisione è stato prodotto un unico rilievo generale digitale (in formato dwg) in scala 1:1, dove è stato riordinato anche il sistema di archiviazione dei layer, impostando ogni US o USM su layer differenti. Al rilievo generale possono essere agganciati anche gli overlay realizzati a mano in seguito digitalizzati.