Interpretazione dello scavo
Come interpretare lo scavo e come progettare la sua prosecuzioneAll’inizio della campagna di scavo esisteva la necessità di studiare tutta la documentazione dello scavo dell’anno precedente, non appena avuta la possibilità di verificarla abbiamo iniziato. L’esigenza era quella di ricostruire tutta la successione stratigrafica e mettere in relazione strati e reperti in modo da individuare e datare diverse fasi di vita del sito. Lo strumento più utile a questo processo poteva essere solo il Matrix stratigrafico, un diagramma in cui tutte gli strati sono messi in successione dal più recente al più antico. Con le schede esistenti abbiamo iniziato a studiare la successione stratigrafica di strati che ormai non esistevano più e abbiamo realizzato un Matrix da aggiornare volta per volta con i nuovi strati individuati e/o scavati.
Dettaglio del Matrix. Clicca qui per visualizzare l’immagine intera.
Un lavoro minuzioso di ricostruzione del contesto precedente era necessario per progettare interventi efficaci nella nuova campagna di scavo.
Si è proceduto poi a un microsurvey, ovvero una raccolta di frammenti ceramici sparsi nel terreno su tutta l’area interessata dai resti archeologici. Questo poteva essere utile ad avere delle indicazioni cronologiche di massima nei diversi settori dello scavo.
Parallelamente si è presentata la necessità di procedere a uno studio e aggiornamento della planimetria generale. In primo luogo, la difficoltà di rintracciare i punti fissi dell’anno precedente ci ha costretto all’individuazione di nuovi che dovevano essere georiferiti per essere adottati come punti di riferimento per qualsiasi rilievo all’interno dello scavo. Questi nuovi punti di riferimento hanno permesso di verificare l’inesattezza nella planimetria di alcuni settori dello scavo. Era necessaria quindi una capillare verifica di tutto il disegno. L’errore di posizionamento arrivava anche a 1 m di differenza rispetto alla realtà. Questo ha determinato un impegno maggiore per ridisegnare gli ingombri dei muri dello scavo, mentre ci si aspettava di dover destinare energie, più che altro, alla loro caratterizzazione grafica rispetto ai materiali di costruzione o altri dettagli utili alla rappresentazione del sito.
Una pulizia analitica, ha poi interessato muri e superfici degli strati in luce di gran parte dell’area di cantiere (settori D-F) ad eccezione della parte sud-est (il settore E), questo ha permesso di individuare interessanti spunti per l’interpretazione del sito, soprattutto perché si riconoscevano importanti strati di cenere e bruciato rosso sia sulle superfici orizzontali, sia nelle sezioni degli scavi per il passaggio della fogna.
Si è deciso infine di convogliare le attività di scavo vere e proprie in un settore quasi completamente nuovo. Si è scelto infatti di allargare lo scavo nel settore nord-est (settori A-C) per raccordarsi agli ultimi interventi dello scavo precedente (2016) effettuati nel settore B e quindi proseguire anche nell’indagine di quest’ultimo.
A tutte queste operazioni si è aggiunta, contemporaneamente una prima analisi dei reperti, provenienti dallo scavo 2016, che sono stati lavati, siglati e analizzati in modo sommario. I reperti nuovi, provenienti dalla raccolta del Microsurvey e dagli strati scavati sono stati anch’essi lavati e siglati, ma si è proceduto anche a una schedatura e allo studio di confronti bibliografici per la ceramica fine.
È durante queste operazioni che hanno riguardato i materiali che si è notata una presenza importante e diffusa di frammenti di mattoni fatti con diverse argille e per la maggior parte con evidenti tracce di difetti di cottura. Anche questo elemento doveva essere assolutamente preso in considerazione per l’interpretazione del sito.
