Lo scavo
I resti archeologici di “Camerelle” nel territorio della bassa valle del Volturno Pozzilli-Molise
Introduzione allo scavo
Il terreno sul quale occorreva intervenire con le nuove indagini archeologiche presentava diverse difficoltà. Intanto si trattava di un’area sulla quale già dal XV secolo era stata costruita una grande masseria che, in tempi relativamente più recenti, è stata ulteriormente riadattata, restaurata e fornita di servizi che hanno richiesto vari interventi e sterri per l’istallazione di impianti e servizi. Altri scavi erano stati effettuati dalla Soprintendenza archeologica negli anni precedenti che si erano in parte arrestati alla quota degli scassi per i servizi permettendo cosi di avere traccia delle diverse fasi di frequentazioni precedenti l’età tardoantica.

Già a partire da Novembre del 2016, avevamo iniziato i sopralluoghi insieme alla Soprintendenza e al Committente, per conoscere meglio il sito, l’area intorno e in generale il territorio della Valle del Volturno, nota già come luogo ricco di storia. Bisognava progettare un’indagine che riguardasse a scala più grande il territorio oltre lo scavo archeologico del sito a Camerelle.
Con le nuove indagini archeologiche presso il sito, si trattava prima di procedere a ulteriori sondaggi, di mettere “a sistema” quanto già indagato connettendo le varie parti sia a livello documentario (grafico, fotografico). Pertanto si è proceduto alla documentazione sistematica (con i modelli, cartacei e informatizzati, richiesti dal Ministero per i beni culturali ) di quanto già emergeva dal terreno. Questo lavoro di raccordo ha interessato in gran parte anche la documentazione grafica (soprattutto la planimetrie generale di base) e fotografica delle sezioni di terra, già messe in luce con lo scavo dei cunicoli per l’alloggio dei servizi.

Inoltre appariva immediatamente evidente che il sito aveva diverse fasi di frequentazioni, di complessa interpretazione, legata a un attenta analisi di diversi aspetti. Si è proceduto quindi in più direzioni. In primo luogo si è proceduto a un microsurvey, ovvero una raccolta di frammenti ceramici sparsi nel terreno su tutta l’area interessata dai resti archeologici. Questo per avere delle indicazioni cronologiche di massima nei diversi settori dello scavo. Anche dalle strutture murarie si potevano recuperare informazioni preziose, per cui abbiamo avviato una accurata pulizia dei muri al fine di riconoscere tutte le diverse tecniche edilizie impiegate nelle diverse epoche, e soprattutto i rapporti tra le tante strutture per capire le successioni cronologiche. A questa pulizia e analisi, documentata con schede redatte per ciascun tipo edilizio, si è aggiunta una campionatura di tutte le malte che nel sottoporremo ad analisi di laboratorio che potranno restituirci preziose informazioni.
La pulizia analitica ha poi interessato gran parte dell’area di cantiere (settori D-F) ad eccezione della parte sud-est (il settore E), questo ha permesso di individuare interessanti spunti per l’interpretazione dello scavo.
Le attività di scavo vere e proprie hanno riguardato un settore completamente nuovo, di è scelto infatti di allargare lo scavo nel settore nord-est (settori A-C) per raccordarsi agli ultimi interventi dello scavo precedente nel settore B proseguendo anche nell’indagine di quest’ultimo.