Lo scavo 2017

La revisione delle indagini precedenti e il nuovo scavo
 

Attività svolte

Il progetto, redatto dall’Università, ha avuto diversi obiettivi:

  • Revisione delle indagini precedenti: verificare e mettere a sistema quanto indagato e documentato fino a quel momento;
  • Effettuare un nuovo scavo: scavare una nuova area, una porzione di terreno relativamente intatta così da creare un riferimento a cui rapportare scavi e documentazioni parziali redatti in momenti diversi e da soggetti differenti.
  • Creare un cantiere scuola internazionale: utilizzare questa occasione per creare un cantiere-scuola internazionale, aperto quindi non soltanto agli studenti dell’Università di Roma “Tor Vergata”, ma anche a studenti e studiosi stranieri.

a. Revisione delle indagini precedentiTorna su

Già dai primi sopralluoghi era apparso evidente, che il sito presentava diverse fasi di attività che hanno attraversato la lunga frequentazione del sito. Si trattava di una situazione complessa che rendeva necessarie operazioni differenti, orientate in più direzioni.

1. Il rilievo grafico generale

Il rilievo generale dello scavo, già realizzato negli anni 2015 e 2016 era il risultato di un lavoro di varie persone che avevano utilizzato, in momenti diversi, punti fissi geo-riferiti differenti. Un elaborato quindi che ha richiesto operazioni, non previste, per ottenere una planimetria di base corretta, affidabile e definitiva alla quale poter anche agganciare sia nuovi ritrovamenti che l’integrazione della documentazione, generale e di dettaglio, del “già scavato”. scegliere immagini
Sono stati scelti dunque punti topografici nuovi sulla base dei quali si sono ri-misurate tutte le strutture emergenti. Un controllo che ha riguardato non soltanto l’ingombro dei muri ma anche tutti i rapporti delle strutture murarie fra di loro così da documentare, anche graficamente, i rapporti fra le murature: un’operazione essenziale per stabilire fasi edilizie e trasformazioni del contesto archeologico avvenute nel corso di un lungo arco di tempo. Si è anche completato il rilievo di strutture, già messe in luce, ma mai rilevate perché di difficile accesso in quanto coperte da vetri assai bassi oppure collocate nei sotterranei del Casone.

2. Analisi di dettaglio della superficie dell’area (microsurvey)

Si è ritenuto utile procedere a un microsurvey, ovvero una raccolta di frammenti ceramici sparsi sulla superficie di tutta l’area interessata dai resti archeologici, organizzato per quadrati (di 1x1m). Questo per avere qualche indicazione, cronologica e funzionale, dei diversi settori o ambienti già scavati.

 

3. Stratigrafie orizzontali e verticali: strati di terra e murature

Anche dalle strutture murarie era necessario recuperare tutte le informazioni possibili, perciò è stata eseguita una meticolosa pulizia dei muri al fine di individuare le diverse tecniche edilizie impiegate nelle successive fasi di trasformazione del complesso e quindi leggere i rapporti di “anteriorità-posteriorità” tra le tante strutture emergenti per individuare successioni cronologiche e fasi edilizie.
Questa analisi ha portato sia alla documentazione di dettaglio per ogni muro (USM) sia alla redazione di schede per ciascun tipo edilizio Immagini schede eventualmente persone che le redigono ; a queste si sono aggiunti accurati esami dei leganti delle murature così da creare una vera e propria tipologia delle malte, impiegate su tutta l’area, per individuare eventuali particolarità utilizzate nelle singole, diverse, tecniche edilizie. Per ciascun tipo di malta è stato prelevato un campione che sarà sottoposto a specifiche analisi di laboratorio.Immagini malte, schede e eventualmente silvia che lavora

4. Sezioni di terra: grafica e fotomosaici

Per quanto riguarda gli strati di terra (US) già asportati prima del 2017, si è tentato di recuperare ogni traccia possibile. Importanti sono state tre grandi/lunghe sezioni di terra (Indicare su planimetria generale, tipo lumaca in animazione, o su foto generale) sulle quali si è proceduto sia a una documentazione grafica di dettaglio sia a una particolare documentazione fotografica, tecnica di fotomosaico, così da avere un benché parziale controllo del già scavato.

In questa animazione vengono evidenziati i ritrovamenti dello strato 2

5. Reperti mobili Torna su

Anche per quanto riguarda i reperti mobili raccolti fra il 2015 e il 2016 e provenienti in massima parte dalle fosse/trincee per la installazione dei servizi (acqua, energia elettrica, fognature), si è proceduto al loro lavaggio e siglatura per metterli “al riparo” da possibili confusioni stratigrafiche e per renderli più leggibili. (ragazzi al lavaggio se ci sono anche siglatura). Fra tutti i restri mobili precedentemente raccolti, sono stati esaminati con particolare attenzione quelli ( ceramica fine, da cucina e da mensa, anfore, ecc.) più utili a fornire qualche indicazione cronologica, tipologica, funzionale nel lungo periodo.

6. Diagramma stratigrafico (Matrix)

Per mettere in relazione strati e reperti in modo da individuare e datare diverse fasi di vita del sito, lo strumento più utile poteva essere solo il Matrix stratigrafico, un diagramma in cui tutti gli strati sono messi in successione dal più recente al più antico. Con le schede esistenti abbiamo iniziato a studiare la successione stratigrafica di strati che ormai non esistevano più e abbiamo realizzato un Matrix da aggiornare volta per volta con i nuovi strati individuati e/o scavati (immagini matrix???).
Tale lavoro minuzioso di ricostruzione del contesto precedente era necessario per progettare interventi efficaci nella nuova campagna di scavo.

b. Nuovo scavo (2017)Torna su

Le attività di scavo vere e proprie hanno riguardato un settore completamente nuovo, si è scelto infatti di allargare lo scavo nel settore nord-est (settori A-C) per raccordarsi agli ultimi interventi dello scavo precedente nel settore B proseguendo anche nell’indagine di quest’ultimo. (foto possibili planimetrie??? settori-griglia per survey)
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c. Cantiere scuolaTorna su

Le attività di scavo hanno coinvolto, oltre che archeologi dell’Università e professionisti del territorio, diversi studenti di Università straniere che hanno aderito al Cantiere scuola Internazionale, realizzato a Camerelle. In particolare nei mesi di luglio e agosto si sono succeduti studenti dell’Università di Roma Tor Vergata, insieme a studenti dell’Università di Fribourg (Svizzera) e dell’Università di Bangor (Gran Bretagna). Gli studenti hanno partecipato attivamente a tutte le fasi di indagine realizzate, dallo scavo alla documentazione attraverso rilievi e schede e alla pulizia e siglatura dei materiali ceramici.
Inoltre nell’ambito delle attività della Scuola Internazionale sono stati organizzati sopralluoghi in alcune aree archeologiche del Molise, oltre a seminari (a cadenza settimanale), tenuti da docenti di fama internazionale e studiosi italiani su argomenti inerenti ricerca, tutela e valorizzazione di contesti archeologici.